Sabato 4 luglio abbiamo partecipato alla cena con musica, al costo di 55 € a persona con menù fisso.
Siamo stati fatti accomodare in uno dei filari della vigna, lontani dalla musica, rendendo di fatto inutile uno degli elementi principali della serata. L’attesa tra una portata e l’altra è stata compresa tra i 45 minuti e un’ora, con tempi tali da far sembrare più rapido ricevere dell’acqua nel deserto.
Il vino non era male, ma il menù è stato semplicemente irricevibile: un minuscolo tortino di Parmigiano, tagliolini al prosciutto senza alcun pregio e straccetti di carne arrivati freddi e durissimi. A quel punto abbiamo deciso di alzarci e andarcene prima ancora che venisse servita la cheesecake.
Siamo persone profondamente appassionate di gastronomia e negli anni abbiamo avuto il piacere di vivere esperienze culinarie di ogni livello, da trattorie economiche fino a ristoranti di alta cucina con conti di centinaia di euro a persona. Nella quasi totalità dei casi abbiamo sempre apprezzato la passione, la cura e il rispetto per il cliente. Questo, purtroppo, non è assolutamente uno di quei casi.
Invito sinceramente chi sta leggendo a evitare di portare amici, parenti o ospiti in questo locale, a meno che non desideri fare una pessima figura.
Io sono un Ingegnere, mio padre è Direttore Generale e mia madre è Professoressa Universitaria. Siamo persone abituate ad affrontare il nostro lavoro con impegno, serietà e senso di responsabilità. Cinquantacinque euro certamente non cambiano la nostra vita e non abbiamo alcun problema a spendere cifre ben superiori quando il servizio lo merita. Tuttavia, non siamo nemmeno persone disposte ad accettare passivamente un trattamento che riteniamo gravemente inadeguato.
Per questo motivo ci siamo offerti, in maniera assolutamente ragionevole e conciliativa, di corrispondere 30 € a persona anziché 55 €, cifra che riteniamo già superiore al valore effettivo della cena consumata. In caso contrario, avremmo serenamente fatto valere le nostre ragioni anche sotto il profilo legale.
L’episodio più grave, tuttavia, è avvenuto la mattina successiva, domenica 5 luglio. Mia madre è tornata presso il locale per recuperare gli occhiali dimenticati la sera precedente, probabilmente a causa della fretta di lasciare quel posto. In tale occasione, uno dei collaboratori uomini ha pronunciato davanti a lei una frase con cui minacciava di prendere gli occhiali e spezzarli. Un comportamento che riteniamo gravissimo e del tutto incompatibile con qualsiasi attività aperta al pubblico.
Provvederemo pertanto a sporgere denuncia presso i Carabinieri e a presentare un esposto alla Guardia di Finanza affinché vengano svolti tutti gli accertamenti del caso. I nostri avvocati seguono realtà imprenditoriali di rilevanza nazionale e internazionale e siamo pienamente tutelati sotto il profilo legale. Affronteremo quindi la vicenda nelle sedi competenti con la massima serenità e determinazione.
